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lunedì 22 ottobre 2012
ESOFAGO A CAVATURACCIOLI
 

Paziente: P.M. -- sesso: F -- anni: 90

SINTOMATOLOGIA: da circa 2 settimane disfagia ed epigastralgie postprandiali con eruttazioni -

ANAMNESI: diabete mellito curato con insulina da 15 anni -- colecistectomia 35 anni fa --

TERAPIE FARMACOLOGICHE CRONICHE: Coversyl -- Lanoxin 0,125 -- Insulina (10 + 15 + 14 U.I.) -- Magnesia S.P. -- Nimotop --

ALIMENTAZIONE abituale regolare -- Non consuma alcolici -- Non beve caffè -- Non fuma --

 

L' esofago a cavaturaccioli è un' affezione della motilità esofagea nella quale la normale peristalsi viene sostituita da contrazioni fasiche non propulsive e, in alcuni casi, da un alterato funzionamento dello sfintere esofageo inferiore. È di osservazione più rara dell'acalasia e, sebbene siano stati osservati dei casi di trasformazione in acalasia classica, non è stato accertato che i due disordini rappresentino fasi diverse dello stesso processo patologico.

Etiologia e patogenesi

La patogenesi delle diverse anomalie della peristalsi esofagea osservate nello spasmo esofageo diffuso non è nota. Nell'esofago affetto da tale patologia si riscontra un'ipertrofia della tonaca muscolare esofagea e della muscolaris mucosae nel tratto distale dell'esofago con degenerazione walleriana delle fibre del vago ed ipersensibilità della muscolatura esofagea a stimoli colinergici.

Sintomatologia

I sintomi predominanti sono: dolore toracico retrosternale, odinofagia e disfagia in soggetti emotivi e psicolabili. Il dolore è comunemente riferito come urente e costrittivo; la rapidità con cui insorge e la sua gravità simulano l'angina pectoris o l'infarto del miocardio. Sebbene il dolore insorga dopo assunzione di bevande gassate o cibi molto caldi o freddi, esso si presenta il più delle volte spontaneamente, non associato a deglutizioni. Si tratta di un dolore retrosternale che si irradia al dorso, ai lati del torace, a entrambi gli arti e agli angoli della mandibola, che può durare da pochi secondi a diversi minuti. La disfagia è di grado variabile con caratteristiche di intermittenza e suscettibile di influenze di tipo emotivo. Rari sono il calo ponderale o l'ostruzione completa.

Diagnosi

Lo studio radiologico con pasto baritato dell'esofago dimostra che, al di sotto dell'arco dell'aorta, la normale sequenza peristaltica e sostituita da contrazioni simultanee, incoordinate, che producono arricciamenti o increspamenti multipli della parete, piccole formazioni sacciformi o pseudodiverticoli, configurandosi in tal modo il cosiddetto esofago a "cavaturaccioli". Talora, per effetto di una contrazione, il lume esofageo può obliterarsi e il bario viene spinto in alto e in basso.

La manometria mette in evidenza la presenza delle caratteristiche contrazioni di ampiezza elevata, di lunga durata, ripetitive e a esordio simultaneo nella porzione inferiore dell'esofago. Va osservato che poiché tali alterazioni sono episodiche lo studio monometrico può risultare normale al momento della sua esecuzione e, pertanto, può essere necessario ricorrere a particolari artifici per provocare lo spasmo esofageo, quali la deglutizione di liquido freddo.

L'indagine endoscopica deve escludere la presenza di una patologia di tipo organico.

Terapia

La terapia di prima istanza è quella farmacologia con antispastici, nitroderivati ad azione prolungata e tranquillanti. Una buona palliazione dei sintomi è stata ottenuta con calcio-antagonisti e con procinetici.

La dilatazione pneumatica è efficace solo in alcuni pazienti.

L'intervento chirurgico viene preso in considerazione solo dopo l'insuccesso dei trattamenti precedenti e prevede una miotomia longitudinale estesa dall'arco aortico alla giunzione esofago-gastrica, senza peraltro interessare il SEI.

Dr. Di Bella Giuseppe Gastroenterologo
Centro di Epatogastroenterologia e Nutrizione
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