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Ragade anale 

Definizione

La ragade anale è una ferita del bordo anale che nelle fasi iniziali può provocare lievi fastidi come prurito o sanguinamento. E' frequente in persone che soffrono di stitichezza e che emettono feci dure e voluminose. Quando invece la malattia é in fase più avanzata, il dolore si fa sempre più intenso specialmente dopo la defecazione. Il soggetto affetto da ragade cerca di non andare ad evacuare per non scatenare le crisi dolorose.

Cause

Le cause di questa patologia non sono state interamente chiarite. La ferita può essere causata da defecazioni con sforzo o da agenti meccanici che provocano una lesione dell'ano, tale lesione ogni volta che passano le feci si riapre e diventa sempre più profonda e fastidiosa.

Diagnosi

La sintomatologia: il dolore solitamente insorge durante e dopo la defecazione e si protrae da pochi minuti ad alcune ore. Alla base sembra esservi uno spasmo riflesso dello sfintere dell'ano che il paziente mette in atto per difendersi dal fastidio. La visita proctologica con l’ anoscopia sono determinanti per la diagnosi.

Generalità

Terapia. Accorgimenti di carattere generale: cercare di emettere feci morbide aiutandosi con blandi lassativi, fare impacchi o bidet caldi ripetuti più volte nella giornata e assumere antidolorifici.

Le ragadi croniche spesso necessitano dell'intervento chirurgico: gli interventi più accreditati per la cura definitiva della ragade anale sono essenzialmente tre: la sfinterotomia laterale, l'anoplastica e la dilatazione controllata con palloncino.

 

 


 

 

Dr. Di Bella Giuseppe Gastroenterologo
Centro di Epatogastroenterologia e Nutrizione
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