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LE EPATITI DA FARMACI

DEFINIZIONE

L'epatite acuta da farmaci è un'epatite di tipo citolitico, colestatico o misto caratterizzata rispettivamente da aumento di ALT, di fosfatasi alcalina o di entrambe superiore a 2 volte la norma. Il rapporto fra i 2 enzimi può essere compreso fra 2 e 5. 

Le forme subacute sono caratterizzate da una necrosi epatocitaria prolungata nei casi in cui l'iniziale danno epatico sia misconosciuto e il farmaco continui ad essere assunto o quando il danno si mantenga anche in assenza dell'assunzione del farmaco immagazzinato a livello dei tessuti.


DIAGNOSI
La diagnosi di epatite da farmaci è una diagnosi di esclusione. L'anamnesi per l'assunzione di farmaci deve essere molto dettagliata:  dosaggio, via di somministrazione, durata della terapia, farmaci assunti in concomitanza vanno accuratamente indagati. Va richiesto se il paziente fa uso di medicinali autoprescritti tipo vitamine o erbe, o se fa uso di droghe. Va inoltre considerata la possibilità di insulto tossico superimposto ad un preesistente danno epatico.

Vanno ricercati segni clinici (eruzioni cutanee, febbre, artralgie) e di laboratorio (ipereosinofilia, trombocitopenia immunoallergica) che orientino verso un fenomeno di ipersensibilità.

Il miglioramento dopo la sospensione del farmaco è l'elemento più utile per la diagnosi. Il test di provocazione con la riassunzione del farmaco è troppo pericoloso per poter essere attuato intenzionalmente. 

CAUSE 

Più che al farmaco in sé, la tossicità è legata alla sua trasformazione da parte degli enzimi epatici in metaboliti tossici. I meccanismi di danno epatico sono di tipo tossico e di tipo immmunoallergico (il danno immunoallergico è dovuto ad una reazione contro neoantigeni che risultano dal legame fra metaboliti del farmaco e componenti cellulari. Tali fenomeni autoimmuni portano alla formazione di autoanticorpi aspecifici).

CENNI

Le epatiti da farmaci rappresentano il 10% dei casi di epatite acuta nell'adulto; nella fascia di età al di sopra di 50 anni la loro frequenza supera il 40%. Si ritiene che circa 600 tipi di farmaci possano essere responsabili di lesioni epatiche. 

Terapia:  la prima terapia è la prevenzione. Vanno indagati fattori di rischio come la presenza di concomitanti malattie epatiche, l'abuso di alcool, la presenza di insufficienza renale. La prima misura da adottare è identificare precocemente il farmaco in causa, allo scopo di prevenire l' evoluzione in forme più severe o croniche e di evitare il ripetersi di nuovi episodi, inclusi casi di epatite fulminante. Nelle forme da intossicazione acuta da sostanze che provocano un danno dose dipendente, la lavanda gastrica aiuta a rimuovere una parte del farmaco ancora presente nello stomaco. Per un limitato numero di sostanze sono presenti antidoti: N-acetilcisteina per paracetamolo; desferoxamina per ferro. Naturalmente la prima misura da adottare è la sospensione del farmaco. Talvolta ciò richiede mesi. Se vi sono sintomi sistemici severi e se le manifestazioni durano più di 4 settimane senza tendenza alla risoluzione, è indicato l'uso dei cortisonici.

Dr. Di Bella Giuseppe Gastroenterologo
Centro di Epatogastroenterologia e Nutrizione
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